Mastoplastica additiva



La MASTOPLASTICA ADDITIVA è la procedura chirurgica rivolta ad ottenere risultati migliorativi , nel volume, disegno e proporzioni della mammella. A questo scopo richiede , capacità artistiche, esperienza tecnica consolidata e, come in tutta la chirurgia estetica, meticolosa attenzione ai dettagli.

 

Oggi in Italia, circa 40.000 donne ricorrono ogni anno ad un intervento di mastoplastica additiva e il loro numero è destinato ad aumentare.

 

L'intervento, di base apparentemente semplice (è infatti, insieme alla liposuzione il più eseguito dai giovani chirurghi) richiede invece una notevole abilità chirurgica e una curva di apprendimento notevole, per poter affrontare le numerosissime varianti anatomiche esistenti, tra le pazienti che richiedono un aumento del seno.

 

Costituzione fisica di base, volume di partenza, asimmetrie, posizione e dimensioni delle areole, elasticità della cute, rappresentano solo alcuni dei tanti fattori, che, insieme ai desideri della paziente, entrano in gioco nel poter conseguire risultati ottimali. Nell'ultimo decennio, molti dei più sottili dettagli dell'intervento, sono stati riesaminati e numerose nuove varianti tecniche sono state proposte. Dall'impianto della protesi sottoghiandolare o sottomuscolare, all'impianto "DUAL-PLANE", ai vari tipi di protesi, (rotonde, anatomiche, micro o macrotesturizzate, lisce, ad alto, medio o basso profilo) alla più idonea via d'accesso chirurgico, la MASTOPLASTICA ADDITIVA , può oggi raggiungere picchi di eccellenza che vanno ben oltre il ..."fare un taglio e mettere una protesi in 20 minuti...", atteggiamento riduttivo, che rappresenta solo il "volto industriale/commerciale" dell'intervento, ormai entrato purtroppo a far parte della chirurgia, come di molte altre attività umane. La storia della mastoplastica additiva è interessante.

 

La storia della mastoplastica additiva è interessante.

Negli ultimi anni i chirurghi l'hanno considerata una operazione "semplice", basando la loro strategia d'intervento su valutazioni empiriche e soggettive. Semplicemente non è così: la mastoplastica additiva presuppone l'applicazione di esatte misurazioni e valutazioni preoperatorie, diremmo quasi "matematiche", per conseguire risultati eccellenti e, soprattutto, adatti al singolo caso in esame. Il giudizio e la sensibilità artistica del chirurgo devono cioè basarsi, su parametri riproducibili e precisi, esattamente come in una rinoplastica. Esattamente come un architetto non può costruire un'opera d'arte senza un progetto ben pianificato.

 

 

 

L’intervento può essere eseguito in anestesia generale o locale con sedazione, in genere in day hospital con dimissione in giornata.

 

5 PUNTI ESSENZIALI

  • Il chirurgo che esegue una mastoplastica additiva deve avere una solida preparazione anche di chirurgia generale, per far fronte ad ogni evenienza. Non deve aver imparato "solo" o "soprattutto" quell'intervento, ma avere effettive e pratiche nozioni di chirurgia generale, toracica, oncologica, maturate precedentemente ed effettivamente.
  • Dare la priorità all'educazione e all'informazione del paziente, illustrando le possibilità reali del risultato e pianificando il miglior risultato in quel caso specifico.
  • Dare la massima priorità ad una adeguata copertura della protesi da parte dei tessuti, per consentire un risultato che duri nel tempo.
  • Consigliare e introdurre una componente chirurgica di "sollevamento" (mastopessi) ogni volta sia necessario, evitando di impiantare protesi sempre più grandi al fine di sollevare il seno, che invece continuerà ad abbassarsi.
  • Evitare il più possibile ogni minimo sanguinamento (che determina infiammazione) applicando il principio della emostasi "preventiva" ed eseguire sempre una dissezione estremamente precisa.

Mastoplastica riduttiva

Con questo intervento si riducono le mammelle troppo voluminose, sia a scopo funzionale per ingombro e impaccio, sia a scopo puramente estetico, quando non accettate dalla paziente.

 

L’intervento, in genere in anestesia generale, può essere associato anche a risollevamento della mammella.


Mastopessi

Risollevamento del seno.

 

Il rilassamento del seno accomuna donne di tutte le età e non sempre è legato ad un volume eccessivo, può essere:

 

– Lieve

per cedimenti limitati è sufficente una incisione attorno all’areola e un modesto spostamento verso l’alto con o senza ancoraggio della ghiandola al muscolo pettorale, da applicare in casi molto selezionati.

 

– Medio

All’ incisione precedente se ne associa una verticale (molto temuta quanto indispensabile, ma dopo alcuni mesi inapparente se ben eseguita).

 

– Elevato

 Nei casi più seri l’incisione sarà a “L” o a “T”, sempre con ancoraggio della ghiandola al muscolo pettorale. Durante l’intervento di mastopessi si può associare, se necessario, l’impianto di protesi se il seno è particolarmente svuotato.

 


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